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Area selvaggia del Dürrenstein-Lassingtal – L'ultima foresta primordiale delle Alpi

Area selvaggia del Dürrenstein-Lassingtal – L'ultima foresta primordiale delle Alpi

Dalla redazione·19. marzo 2024·7 min di lettura

Il patrimonio naturale mondiale UNESCO, l’area selvaggia del Dürrenstein-Lassingtal, si estende nelle Alpi calcaree settentrionali sui territori della Stiria e della Bassa Austria. Comprende l’ultimo resto di foresta primaria dell’intero arco alpino, una foresta originaria che non è mai stata, o da lunghissimo tempo non è più stata, sfruttata a fini selvicolturali. Il cuore dell’area è il Rothwald, una vera e propria foresta vergine la cui integrità è documentata da oltre 1 000 anni. È classificata come area protetta IUCN Categoria Ia, che rappresenta il più alto standard di protezione, mentre il resto della regione selvaggia costituisce un’area protetta di Categoria Ib.

Topografia e caratteristiche

Paesaggi alpini carsici intorno al Dürrenstein e alla valle del Lassingbach caratterizzano la zona, con un’altitudine compresa tra i 600 e quasi i 1 900 metri, a nord-ovest del massiccio dell’Hochschwab. L’Ybbs e la Salza sono i principali fiumi drenanti. La superficie dell’area protetta è attualmente di circa 70 km2, di cui 4 km2 di foresta vergine in senso stretto, ovvero il Rothwald. Del totale della superficie, attualmente l’ 88% è esente da qualsiasi intervento umano; l’accesso è strettamente regolamentato e qualsiasi sfruttamento selvicolturale è vietato. Il faggio rosso, l’abete bianco e l’abete rosso sono dominanti e rappresentati in proporzioni quasi uguali, ciascuno con circa il 30%. Si aggiungono altre specie arboree alpine come l’acero di monte, il frassino e l’olmo di montagna. Gli alberi raggiungono qui la loro età naturale massima, fino a 600 anni. La foresta è caratterizzata dal legno morto, che offre habitat a muschi, funghi e insetti, e costituisce la base alimentare per i piccoli animali forestali e i predatori come l’aquila reale o la lince. La foresta si articola in soprassuoli chiusi, aree con sottobosco denso e erbaceo, radure asciutte ricche di erbe e foreste su pendii ripidi fino alla zona dei mughi. Torrenti a tratti sinuosi con banchi di ghiaia in continuo cambiamento, nonché torbiere incontaminate, offrono habitat diventati rari, tra cui per erbe come l’adenostile, l’aconito, il romice alpino e il senecio delle Alpi.

Storia

Il Rothwald deve la propria esistenza, tra l’altro, a una disputa tra l’abbazia benedettina di Admont e la Certosa di Gaming per il controllo del territorio nel XIV secolo, nonché all’impegno del banchiere Albert Rothschild, che nel 1875 pose deliberatamente il Rothwald sotto tutela. Dal punto di vista geologico, la topografia si è formata in seguito al ritiro dei ghiacciai alpini alla fine dell’ultima era glaciale, il Würm. Piante pioniere come licheni e muschi hanno dapprima costituito la base del lento processo di rimboschimento. Una presenza umana è attestata intorno al 5 500 a.C. nella zona di Lunz am See.

Diverse espansioni, anche verso il territorio stiriano, nel XX secolo hanno portato alla superficie attuale. Nel 2003, l’area selvaggia è stata riconosciuta come area protetta dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Nel luglio 2017, insieme al Parco Nazionale delle Alpi Calcaree, è stata dichiarata dall’UNESCO primo patrimonio naturale mondiale dell’Austria (« Antiche faggete e faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa ») ed è pertanto parte di appena poco più di 200 siti del patrimonio naturale mondiale nel mondo.

Il centro informativo « Haus der Wildnis »

Nella città principale di Lunz am See si trova l’amministrazione dell’area protetta nel « Haus der Wildnis », un centro educativo e informativo dove i visitatori scoprono in modo vivido il fascino e l’unicità di questa straordinaria regione naturale. Il Haus der Wildnis offre esposizioni interattive su 700 m², con realtà aumentata, un cinema a 180 gradi, sale conferenze e seminari, nonché un negozio. I gestori tengono in particolar modo a sensibilizzare i visitatori sulla fragilità e sulla complessità delle realtà degli spazi naturali e, grazie alle numerose offerte, a contenere entro limiti accettabili i danni che inevitabilmente derivano dalla frequentazione stessa di questi spazi naturali. Vengono proposte escursioni guidate da accompagnatori; le escursioni non organizzate sono possibili solo sui pochi sentieri segnalati.

Importanza ecologica

Il valore ecologico dell’area è molteplice e spazia dal sequestro e dal recupero di anidride carbonica dall’atmosfera nei giganteschi alberi secolari e nel suolo, passando per l’abbassamento delle temperature regionali e la salvaguardia della qualità e della quantità delle risorse idriche, fino alle basi di un’elevata biodiversità, ad esempio nel ricco patrimonio di legno morto. Circa 80 specie di uccelli e 40 di mammiferi beneficiano di una catena alimentare intatta, formata da muschi (8 280 specie), licheni, funghi (800 specie) e innumerevoli insetti. I corsi d’acqua incontaminati trattengono le acque piovane, la vegetazione le immagazzina, garantendo così un equilibrio climatico e habitat, ad esempio per il tritone alpino.

Tuttavia, le superfici sono troppo piccole e troppo frammentate per poter svolgere adeguatamente i loro importanti compiti senza supporto esterno. È necessario mettere in rete i biotopi per rendere possibili le « migrazioni » e rinnovare così i pool genetici; in altre parole: occorrono più superfici protette. Di conseguenza, ci si è posti l’obiettivo di sottrarre all’utilizzo le aree agricole interne e di affiancare alla foresta primaria una foresta secondaria dal carattere di foresta vergine, per la quale sono tuttavia necessarie ulteriori risorse finanziarie.

Il sentiero della lince

Il « sentiero della lince » (Luchs-Trail), un itinerario tematico di lunga percorrenza per la protezione di questo raro felino forestale, si snoda in undici tappe giornaliere attraverso tre aree naturali protette di carattere alpino, tra cui una parte dell’area protetta e la vetta stessa del Dürrenstein. Il sentiero, che mira a sensibilizzare gli escursionisti nei confronti della lince, collega le aree protette del Parco Nazionale delle Alpi Calcaree Settentrionali e del Parco Nazionale del Gesäuse con l’area selvaggia. Si forma così un percorso continuo attraverso il « cuore selvaggio dell’Austria » su 220 chilometri e 12 000 metri di dislivello positivo, dall’Alta Austria (Reichraming) attraverso la Stiria fino alla Bassa Austria (Lunz am See). Il sentiero presenta tappe di carattere diverso: in alcuni tratti si percorrono facili vie ferrate, in altri l’andamento è più pianeggiante attraverso paesaggi prealpini. I punti salienti consistono ora in pure escursioni di piacere, ora nell’arrampicata su roccia e in grandi panorami selvaggi. Sempre al centro: la foresta e il suo misterioso abitante.

Sia l’intero percorso sia le tappe tematiche di più giorni possono essere prenotati da maggio a fine ottobre; l’organizzatore si occupa di tutto, dalla prenotazione degli alloggi e dei pasti al trasporto dei bagagli fino ai servizi di mobilità.

A proposito: la pratica organizzata del sentiero contribuisce con un’offerta di 10 euro a persona alla conservazione del paesaggio e della popolazione di linci.

In cammino sul sentiero della lince

Partenariato climatico per l’area selvaggia del Dürrenstein-Lassingtal

Le Foreste Federali Austriache (ÖBf), che mettono a disposizione gran parte delle superfici, l’Università per le Risorse Naturali e le Scienze della Vita (BoKU) e la Hochschule für nachhaltige Entwicklung Eberswalde svolgono un ruolo centrale nel partenariato climatico. Ciò garantisce l’accompagnamento scientifico e la valutazione dell’efficacia delle misure di rinaturalizzazione. Ogni partenariato climatico con partner esterni, principalmente PMI, viene concordato contrattualmente per un periodo di dieci anni e può essere prorogato a tempo indeterminato.

Un partenariato climatico centrale lega il produttore di cosmetici naturali RINGANA all’area selvaggia. L’azienda mette a disposizione le risorse finanziarie per sottrarre in modo permanente, ovvero per 80 anni, 139 ha di superficie forestale allo sfruttamento. Ciò consente di compensare oltre 833 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno, il che avvantaggia anche il bilancio climatico dell’azienda della Stiria orientale. Inoltre, RINGANA si impegna a promuovere costantemente il coinvolgimento delle aziende nel partenariato climatico. Perché solo quando altri potenziali sostenitori svilupperanno una consapevolezza della propria responsabilità verso un futuro degno di essere vissuto e la tradurranno in azioni concrete, l’ambiente e le persone ne trarranno beneficio. Un partenariato climatico a favore della straordinaria area selvaggia del Dürrenstein-Lassingtal rappresenta una valida opportunità in tal senso.

https://www.wildnisgebiet.at
https://www.wildnisgebiet.at/haus-der-wildnis
https://luchstrail.at
https://www.ringana.com/blog/ringana-rethink


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